First Stars, episodio 1

Sessione completamente improvvisata di FAE con una giocatrice in un’ambientazione sci-fi.


E comincia l’avventura 🙂

Premessa

Siamo in un futuro non troppo distante, nel quale l’uomo sta muovendo i primi passi nei viaggi interstellari.

La realtà di tutti i giorni non è molto diversa da quella che conosciamo, tuttavia grazie all’invenzione del motore Hawking la razza umana è per la prima volta in grado di superare le distanze interstellari e muovere i primi passi nell’esplorazione e colonizzazione dei mondi extrasolari. La tecnologia non è ancora perfetta ed ha margini di miglioramento, tuttavia un’elite di uomini e donne coraggiosi e molto addestrati stanno già mettendo piede “laddove nessun essere umano è mai giunto prima”.

Cast

Il protagonista della storia è Orazio, un ex-militare quarantenne di origine ispanica che ha partecipato a diverse operazioni di guerra nel corso della sua carriera. Ciò che ha fatto e visto tormenta da allora i suoi sogni e ha colorato la sua vita di rimorsi. Per questo motivo ha deciso di candidarsi per l’addestramento da astronauta per cercare di fuggire da questa sua realtà e riscattarsi con sè stesso.

Inoltre, quale militare duro e puro tende a mostrare stoicamente una compostezza che non sempre è riflesso del suo stato interiore.

Gli aspetto definiti quindi sono:

  • High Concept: Astronauta Marine
  • Trouble: Rimorsi di guerra
  • “Tutto bene”

In termini di approcci, il personaggio è impostato per essere quel tipo di persona che sa cavarsela in tutte le situazioni:

  • Cauto: +0
  • Ingegnoso: +3
  • Appariscente: +1
  • Energico: +2
  • Rapido: +1
  • Elusivo: +2

Episodio 1

La storia parte dalla terra, per la precisione dalla base della NASA nel New Mexico, dove è stata organizzata in tempo record una missione di soccorso.

Soccorso a chi? E dove? Come dicevano siamo agli inizi delle spedizioni interstellari: letteralmente. Non è passato molto tempo da quando il mondo, unito, ha osservato con il fiato sospeso la primissima missione che ha portato gli esseri umani fuori dal sistema solare, verso il sistema stellare più vicino nel quale è stato scoperto un pianeta grossomodo simile alla Terra: Proxima Centauri.

Proxima Centauri

Un’equipe di persone altamente addestrate ha viaggiato fino a questo sistema e si è insediata in una base di ricerca permanente. Tuttavia, ad un certo punto i contatti si sono interrotti in modo misterioso e da allora non si riceve più alcun segnale dalla base nel sistema di Proxima Centauri. Per questo motivo è stata assemblata in fretta una squadra di indagine/soccorso da inviare sul posto. Ed è qui che Orazio entra in gioco, in quanto generale delle forze militari della missione.

Abbiamo quindi Orazio a capo del servizio di sicurezza della missione, che parte a bordo della Heisemberg (una nave più piccola e agile di quella inviata per prima nel sistema, la Nemo) con un equipaggio minimo:

  • 5 soldati: Al, John, Jack, Valentine e Claire
  • Un biologo: Gustave Fring
  • Un medico: Christopher McCoy
  • Il capitano: Bill Trouser
  • Due piloti: Timmy London, Roia Pionca

Grazie al motore Hawking in un mese di viaggio la Heisemberg giunge nei pressi del pianeta dove si trova la base. In orbita geostazionaria del pianeta, in corrispondenza della base, si trova la Nemo. Tuttavia, sebbene sia stato programmato un regime di presidio continuo della Nemo da parte di un paio di persone alla volta per gestire le comunicazioni (tra l’altro), dalla nave non proviene alcuna risposta.

La Heisemberg si avvicina alla Nemo e dagli scanner della nave provengono solo segnali disturbati. L’equipaggio decide andare a vedere, così l’Heisemberg affianca la Nemo e vi si connette, in modo che la squadra di militari comandata da Orazio possa andare all’esplorazione.

Una volta giunti nella camera di pressurizzazione, Orazio cerca di utilizzare il sistema di comunicazione interno della nave, ma da questo provengono solo scariche statiche. Usando le sue capacità e conoscenze Orazio riesce a guadagnare il controllo del sistema di comunicazione della nave e di accedere alle videocamere di sorveglianza. Le immagini mostrano che la nave è deserta, e sembra anche la sala di comando nella quale però regna il caos: ci sono oggetti sparsi ovunque.

Il gruppo tramite una mappa digitale si fa strada fino alla sala di comando, la cui porta di accesso però è bloccata. Sembra sia stata bloccata dall’interno. Ancora una volta Orazio si mette in azione per sbloccarla, ma ha solo un successo parziale e la porta si apre solo di poco e poi si blocca. Non si riesce a entrare neanche uno alla volta (anche considerando l’attrezzatura), quindi il gruppo deve cercare di forzare la porta a muscoli. Sfortunatamente Claire mentre sta aiutando il gruppo scivola e sbatte la testa perdendo conoscenza. FAIL! Due componenti del gruppo prendono Claire e la riportano alla Heisemberg per le cure del caso.

Tuttavia alla fine i soldati riescono ad aprire la porta e vedono due figure emaciate e trasandate sedute in un angolo della sala comando, tra la spazzatura (scatolette principalmente) e prive di sensi. Le porte sono bloccate dall’interno, e queste due persone (membri dell’equipaggio) evidentemente si sono asseragliate all’interno della sala comando e vi sono rimaste fino quasi a morire di fame. Perchè? Erano spaventate da qualcosa?

Le comunicazioni radio sono disturbate e praticamente inutilizzabili, quindi il gruppo non può avvertire la Heisemberg. Orazio decide di prendere i due superstiti svenuti e portarli nella sua nave per curarli e interrogarli, quando improvvisamente l’intera nave viene squassata da qualche tipo di forza: la struttura trema, si sente il metallo che protesta ed in lontananza si sentono delle grida. Grida continue e strazianti.

E’ il momento di andarsene, e in fretta. I tre soldati ed i due superstiti camminano veloci per i corridoi, guidati dalla mappa digitale, questa volta cercando il percorso più breve passando vicino a tubature e intercapedini. I nostri giungono finalmente alla camera di pressurizzazione per uscire, quando i contatti con la Heisemberg ritornano attivi e tra Orazio ed il capitano Bill Trouser c’è un breve dialogo (Che diavolo succede? Andatevene di là e in fretta, dobbiamo staccarci!, ecc.).

Vanno avanti i soldati ed i superstiti, rimane per ultimo Orazio che indugia per qualche istante con l’arma spianata verso le grida che man mano che si avvicinano diventano sempre meno umane. Finalmente decide di andarsene: fa appena in tempo a tornare nella Heisemberg e a chiudere il portello stagno quando dall’oblò vede schizzare veloci nella Nemo delle ombre indistinte dove fino ad un’attimo prima si trovava lui.

To be continued…

Post Mortem

La sessione è andata benissimo, FAE è snello e facile da gestire dal punto di vista del master. Questo nonostante si sia svolta in un contesto che alcuni ritengono poco adatto:

  • Nessuna preparazione da parte del master.
  • Un solo giocatore.

Naturalmente il gioco risulta più divertente con più giocatori, ma almeno da questa prima sessione pare sia assolutamente fattibile anche questo tipo di gioco.

L’improvvisazione da parte del master è un aspetto (gioco di parole voluto 😉 importante con il quale volevo testare FAE. Il tempo che ho a disposizione per la preparazione non è molto, e poi tendo pure a errare verso il perfezionismo il che non aiuta :p